Casale Denari

Santa Maria della Versa, Italia

info                                  +

stato: costruito, 2022

dimensione:  2500 mq

tipologia: tenute

credits

Team:

Andrea Ludovico Borri (project leader)

Matteo Pavesi

Beatrice Spreafico 

Direzione lavori:

Andrea Borri Architetti

Armando Bolognesi

 

Impresa di costruzione:

Sclavi Costruzioni Generali S.r.l.

Progettazione Impianti:

Studio Tecnico Ingegneria Locatelli

Impianti:

Eti s.r.l.

Strutture:

Studio di Ingegneria Vecchi Associati

 

Foto: Andrea Borri Architetti

 

Andrea Borri Architetti firma l’importante progetto di restauro architettonico di Casale Denari, uno storico casale seicentesco nell’Oltrepò Pavese.

Della sua fondazione vi sono testimonianze risalenti fino al tardo medioevo, ma i tratti stilistici più distintivi sono seicenteschi. Inizialmente chiamato “Casal Donelasco”, diventa Casal Denari a cavallo delle due guerre mondiali. Il Casale nella sua longevità ha vissuto molte vite fino a oggi, divenendo specchio di un Oltrepò Pavese in grande trasformazione e rinnovando la sua tradizione ricettiva grazie alla famiglia Bertuzzi Borgognoni. Fin da subito sono state chiare le priorità dell’intervento: mettere in sicurezza l’edificio per evitarne l’imminente crollo, ridargli vita e luce riaprendo finestre e varchi che negli anni erano stati murati. Infine, un consolidamento integrale che ne preservasse in maniera molto rispettosa il senso del tempo ed i suoi segni.

 

il progetto

La visione radicale della committenza, condivisa pienamente dallo studio, ha voluto mantenere un’estetica che rappresentasse a pieno l’evoluzione del tempo. Ciò ha permesso al progetto di restituire un’atmosfera unica a tutto il sistema di edifici che possiedono una forte identità.

Per fare un esempio, se la stessa struttura fosse stata semplicemente rintonacata o ridipinta nella sua interezza sarebbe risultata immediatamente falsa oltreché molto pesante. Il progetto ha invece scelto di mantenere intatti la peculiarità e la complessità dei disegni e le sfumature degli intonaci che caratterizzano la facciata, conferendole un carattere deciso e identitario.

 

Sugli interni invece, anche a causa dell’impossibilità di recuperare molti ambienti si è deciso di intervenire in maniera più radicale e contemporanea. Il risultato è uno stile classico ed essenziale, in armonia con i materiali ed i colori preesistenti utilizzati come riferimento, unitamente alla sensibilità e al gusto raffinato del committente.

 

struttura e destinazioni d’uso

L’edificio principale si sviluppa su circa 3000 mq, suddivisi su tre livelli. Al primo piano nobile si sviluppa l’area ad uso residenziale: nove suite di grandi dimensioni e sei saloni che, insieme ad alcune porzioni dei portici, dei chiostri e delle logge, compongono l’area destinata agli ospiti. Il piano inferiore ospita una serie di aree tecniche, oltre alle aree per i ricevimenti, la cantina e il laboratorio della Flower Farm.

All’ultimo piano trovano spazio la Spa, gli alloggi tecnici e la predisposizione per ulteriori quattro grandi suite che seguiranno a breve. La tenuta si compone, inoltre, di altri 3000 metri quadri di fabbricati che verranno recuperati successivamente.

Infine, il grande giardino, la piscina e tutte le altre aree coronano l’intervento rendendo la tenuta coerente e armoniosa con paesaggio circostante.

 

aspetti tecnici

Dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda gli importanti lavori che hanno interessato l’apparato termico, sono state utilizzate tecnologie coibentanti all’interno dei calibri dei muri, delle contropareti a secco, dei soffitti, dei plafoni e dei vespai.

 

L’intento, in generale, è stato quello di ridurre la voracità energetica tipica degli edifici d’epoca.

La volontà di attualizzare gli impianti è dunque andata di pari passo con il desiderio di mantenere intatti molti degli elementi strutturali preesistenti. Per questo motivo, il reale efficientamento energetico è risultato molto complesso da ottenere.

L’attenzione dello studio al tema della sostenibilità e alle esigenze del cliente ha portato ad una soluzione di monitoraggio a lungo termine. Di concerto con la proprietà, si è infatti deciso di procedere al monitoraggio delle utenze elettriche, principale sorgente di generazione e gestione degli impianti, con l’obiettivo di poter documentare la reale condizione e gli effettivi risultati a un anno di distanza.

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