Massimo Bonini

Milano, Italia

info                                  + 

stato:  costruito, 2019

dimensione:  1.600 mq

tipologia: uffici + showroom 

crediti

Team:

Matteo Pavesi (Project Leader)

Luca Pagani

Impianti:

Vergani Impianti

Manet

 

Illuminazione: HI LITE Next

 

Progettazione e Direzione Lavori: Andrea Borri Architetti

 

Impresa di Costruzione:

Ing.Cost

C.D.V. Snc

Foto:

Andrea Borri Architetti

Lorenzo Piovella

Davide Pardini

Lo showroom milanese del brand di moda Massimo Bonini è stata l’opportunità di poter esprimere entrambi gli approcci di Andrea Borri Architetti. La cifra stilistica dello studio si concretizza infatti nella capacità di far coesistere un rispetto e una grande cura verso il patrimonio architettonico esistente insieme ad una spinta verso il futuro, con ristrutturazioni radicali, tecnologie all’avanguardia e materiali innovativi.

 

Lo showroom occupa per intero i 1.800mq del primo piano dello storico palazzo Borromeo d’Adda in via Manzoni, di cui Andrea Borri Architetti ha seguito gli importanti lavori di ristrutturazione. In epoca bellica, l’edificio è stato bombardato sul lato che si affaccia su via dei giardini, ma si è fortunatamente preservato sul versante di via Manzoni. Questa situazione composita ha presentato la necessità di lavorare in due modi molto diversi fra loro: un restauro delicato e conservativo da una parte, un intervento più deciso e innovativo dall’altra.

 

attività

Il lato dello showroom situato nell’ala monumentale di palazzo Borromeo d’Adda è stato un esercizio di equilibrio, nel quale si è voluto restaurare in maniera minuziosa, filologica, le sale monumentali di uno dei più bei palazzi della città.

Quest’operazione è stata portata avanti a quattro mani con la Sovrintendenza di Milano ed in particolare con l’architetto Terafina, la quale ha affiancato lo studio in molte delle scelte e dei passaggi.

 

La duplice natura in questa parte del palazzo ha portato ad un approccio conservativo ma contemporaneamente innovativo. Da un lato, infatti, il restauro; dall’altro, un importante lavoro di efficientamento.

Oltre ad un appassimento generale delle tinte, degli affreschi e dei pavimenti di legno, il palazzo presentava impianti tecnologici obsoleti, elemento che al giorno d’oggi non poteva essere ignorato.

 

Su questo punto è stata fondamentale la spinta innovatrice della committenza, non scontata su progetti di questa tipologia. Carlo Borromeo d’Adda non solo ha assecondato ma promosso e incentivato alcune delle scelte più innovative del progetto, permettendo di ridefinire completamente l’identità degli spazi, rispettandone comunque la monumentalità.

 

Sul lato di via dei Giardini, quello più moderno, si è potuti infatti intervenire in maniera molto differente e più dinamica. L’area è stata realizzato a cavallo dei primi anni 50 dei fratelli Latis ed è caratterizzata quindi da uno stile modernista post-bellico: cemento armato, grandi altezze e la potenzialità di arrivare a creare grandi superfici open-space.

Questo comparto è stato interamente spogliato sino arrivare alla sua struttura essenziale, per poter essere quindi ripensato e ricostruito in tutti suoi aspetti. Abbattendo alcune pareti non portanti si è voluto riportare volume e luce negli interni, che risultano oggi più leggeri e ariosi.

 

lo stile

Questa dualità storica e stilistica è forse la caratteristica principale dell’intervento dell’immobile e che da un affaccio all’altro si sviluppano in un continuo di spazi, prospettive e luci completamente diverse ed affascinanti. Accanto ai pavimenti originali e alle importanti modanature dell’epoca, il progetto ha voluto affiancare un’estetica essenziale e contemporanea, con superfici bianche a sottolineare gli ampi spazi ed esaltare i preziosi dettagli storici.

 

All’interno del perimetro, lo studio ha lavorato a quattro mani con la committenza, per creare soluzioni raffinate ma anche funzionali alle esigenze espositive dello showroom. La disposizione, l’illuminazione e la proporzione degli oggetti sono stati interamente seguiti da Massimo e Sabrina Bonini i quali, molto consci dei caratteri differenti dei marchi da loro ospitati, hanno impostato insieme allo studio Andrea Borri Architetti un’estetica che presenta contemporaneamente equilibrio e carattere.

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